Qualcuno con cui correre (David Grossman)

correreQuesto è stato il primo libro che ho letto di David Grossman, anche se ho già recuperato Che tu sia per me il coltello dopo innumerevoli segnalazioni positive e consigli, e devo dire che mi è davvero piaciuto molto. La storia è avvincente e drammatica, anche se l’ingenuità e la “purezza” di uno dei protagonisti, Assaf, ci regala anche dei momenti divertenti.

Si parla di una ragazza, Tamar, sulle tracce del fratello tossicodipendente ormai lontano e introvabile da mesi e la sua battaglia per ritrovarlo e riportarlo a casa salvo. In realtà la cosa è più difficile del previsto perché Shay, così si chiama il fratello, è tenuto quasi in “ostaggio” dall’organizzazione artistica per la quale si esibisce per le città di Israele, una sorta di mafia degli artisti da strada, gente che ha perso ogni speranza e vive alla giornata soddisfatta di poter esprimersi con la propria arte in cambio di quattro soldi e un piatto di minestra. La storia è narrata parallelamente sulle vicende di Tamar appunto e di Assaf, il ragazzo che, cercando di ritrovare il padrone di un cane randagio di nome Dinka recuperato dal canile. Assaf si imbatterà e verrà risucchiato in questa storia suo malgrado, infatti il cane è di Tamar, e proprio il cane lo condurrà per le strade di Gerusalemme a partire dai luoghi a lui noti fino a fiutarne di altri, sempre di corsa, prima per trovare Tamar e poi per scappare dagli inseguitori.

Capiteranno mille cose, si incontreranno personaggi e luoghi di ogni genere. Verranno mostrate le diverse facce di una stessa medaglia, quelle “pulite” di Assaf, ragazzo esemplare, di buona famiglia, frequentatore di luoghi “per bene”, studente capace e piuttosto imbranato con le ragazze, e quelle invece più “sporche” e torbide di Tamar, con una famiglia sfasciata dalle vicende del fratello, disperata e capace di tutto pur di riaverlo vicino. Un rapporto fratello-sorella profondo e drammatico, una storia che mi ha davvero toccato fino all’ultima riga.

Le figure di Assaf e Tamar sono due figure bellissime, profonde, simbolo della loro età di giovani ragazzi nati e cresciuti a Gerusalemme, con le loro debolezze, le loro certezze, gli amici, le storie d’amore, le famiglie. Imparerete a conoscerli attraverso i loro pensieri e le riflessioni che di frequente faranno durante questa corsa parallela, una corsa per mano ma a distanza. Ho amato davvero questi personaggi, entrambi allo stesso modo, entrambi per un diverso perché e sono certo li amerete anche voi!

Dalla quarta di copertina avevo intuito che Assaf e Tamar si incontravano subito, fin dall’inizio, invece non è così. I due si incontreranno proprio sul finale del libro e questo “cammino parallelo” per tutto il romanzo, rende sempre avvincente e intrigante ogni capitolo… Naturalmente non voglio dire altro, non mi piace fare spoiler, ho già detto abbastanza! Ma credetemi che di cose ne capitano tantissime e la storia non potrà che coinvolgervi! Hanno fatto anche un film che io non ho visto (infatti il libro ha già qualche anno), ma che recupererò a breve perché sono curioso di vedere come sono state trasposte alcune cose su pellicola. In definitiva si tratta di una bella storia, con dei personaggi ben caratterizzati che si amalgamano perfettamente tra di loro. David Grossman è entrato così nella mia vita da lettore e sicuramente mi darà altre soddisfazioni in futuro… Ne sono certo 🙂

L’avete letto? Che ne pensate? Avete visto anche il film?

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