Cecità (José Saramago)

saramago_cecitaIniziare a leggere Saramago era un’idea che avevo da mesi. Ma con cosa? Questa domanda mi ha tormentato per giorni. Sono stato in libreria e ho preso in mano più volte diversi suoi libri, ma poi, ascoltando anche il parere di altri bloggers o youbookers, ho optato per Cecità, uno dei suoi libri più acclamati. Premio Nobel per la letteratura nel 1998, lo scrittore portoghese ha pubblicato questo suo capolavoro nel 1995, e nel 2008 ho scoperto ne sia uscito anche un film, mai arrivato, ahimè, nelle sale italiane. Lo recupererò in inglese perchè sono davvero curioso di vederlo! Ma bando alle ciance e parliamo invece del libro perchè merita davvero tutta la nostra attenzione.

In un luogo e in un tempo non definiti, tutta la popolazione viene colpita da un’epidemia devastante. Tutti diventano ciechi. Ma non di una cecità dove si vede tutto nero, bensì tutto bianco, infatti nel libro viene detta anche “il mal bianco”. Un muro di latte che non permette di vedere nulla, nemmeno le ombre. Uno dopo l’altro, dal primo automobilista fermo al semaforo, che all’improvviso si ritrova completamente cieco, all’ottico che lo visiterà poco dopo e via via tutti gli altri. Un crescendo angosciante e drammatico raccontato con estrema maestria e lucidità.

Provate a immaginare cosa potrebbe capitare se davvero tutte le persone del mondo diventassero completamente ciechè. Smetterebbe di funzionare ogni cosa, compresa l’acqua e la corrente perchè non ci sarebbe più nessuno in grado di erogare i servizi. Ci sarebbe il caos totale. Il cibo andrebbe in esaurimento. Le epidemie e le malattie mortali prolifererebbero libere e incontrastate. In questo libro devastante viene raccontata la storia di un gruppo di questi sventurati. Poche persone di cui vengono narrate le vite, tragicamente stravolte da questa catastrofe. Nessuna di queste persone viene dotata di un nome, non serve ai fini della storia. Sono il primo cieco, la moglie del primo cieco, il dottore, la moglie del dottore, il vecchio con la benda, la ragazza con gli occhiali neri e il ragazzino. Le prime decine di persone colpite vengono messe in quarantena in un ex-manicomio, per scongiurare un contagio, controllate a vista da militari armati, ma piano piano l’epidemia prende tutti, senza distinzione di razza, sesso o ceto sociale. L’istinto primordiale di sopravvivenza e sopraffazione dell’uomo viene fuori in una situazione dove sarebbe difficile agire diversamente. L’uomo torna ad essere una bestia pronta a tutto pur di sopravvivere a scapito degli altri. Allora bisogna organizzarsi, trovare il modo di andare avanti lo stesso, trovare acqua, cibo, un posto in cui stare.

Saramago disegna un affresco verosimile che ci porterà a meditare molto a lungo sulla nostra umana situazione. Un libro denso, ricco di momenti emozionanti. Triste, disincantato, fatale. Leggerlo è davvero un’esperienza che segna, almeno per il sottoscritto è stato così. Non voglio aggiungere altro, anche perchè questo è un libro che va sicuramente letto per poterlo comprendere, non bastano le parole di uno qualsiasi che lo descrive, vi dico solo che ho, volutamente, omesso un dettaglio molto importante ai fini del libro ma che non voglio svelare perchè preferisco così e credo sia meglio non saperlo dal principio. Del resto io quando l’ho letto non lo sapevo, quindi vi metto nella mia stessa situazione. E poi ora vi ho incuriosito di più, vero? 🙂 Io mi fermo qui, se lo leggete, o lo avete già fatto, ditemi cosa ne pensate, sono davvero curioso di saperlo! Il mio consiglio credo sia scontato!

Un saluto

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