Cecità (José Saramago)

saramago_cecitaIniziare a leggere Saramago era un’idea che avevo da mesi. Ma con cosa? Questa domanda mi ha tormentato per giorni. Sono stato in libreria e ho preso in mano più volte diversi suoi libri, ma poi, ascoltando anche il parere di altri bloggers o youbookers, ho optato per Cecità, uno dei suoi libri più acclamati. Premio Nobel per la letteratura nel 1998, lo scrittore portoghese ha pubblicato questo suo capolavoro nel 1995, e nel 2008 ho scoperto ne sia uscito anche un film, mai arrivato, ahimè, nelle sale italiane. Lo recupererò in inglese perchè sono davvero curioso di vederlo! Ma bando alle ciance e parliamo invece del libro perchè merita davvero tutta la nostra attenzione.

In un luogo e in un tempo non definiti, tutta la popolazione viene colpita da un’epidemia devastante. Tutti diventano ciechi. Ma non di una cecità dove si vede tutto nero, bensì tutto bianco, infatti nel libro viene detta anche “il mal bianco”. Un muro di latte che non permette di vedere nulla, nemmeno le ombre. Uno dopo l’altro, dal primo automobilista fermo al semaforo, che all’improvviso si ritrova completamente cieco, all’ottico che lo visiterà poco dopo e via via tutti gli altri. Un crescendo angosciante e drammatico raccontato con estrema maestria e lucidità.

Provate a immaginare cosa potrebbe capitare se davvero tutte le persone del mondo diventassero completamente ciechè. Smetterebbe di funzionare ogni cosa, compresa l’acqua e la corrente perchè non ci sarebbe più nessuno in grado di erogare i servizi. Ci sarebbe il caos totale. Il cibo andrebbe in esaurimento. Le epidemie e le malattie mortali prolifererebbero libere e incontrastate. In questo libro devastante viene raccontata la storia di un gruppo di questi sventurati. Poche persone di cui vengono narrate le vite, tragicamente stravolte da questa catastrofe. Nessuna di queste persone viene dotata di un nome, non serve ai fini della storia. Sono il primo cieco, la moglie del primo cieco, il dottore, la moglie del dottore, il vecchio con la benda, la ragazza con gli occhiali neri e il ragazzino. Le prime decine di persone colpite vengono messe in quarantena in un ex-manicomio, per scongiurare un contagio, controllate a vista da militari armati, ma piano piano l’epidemia prende tutti, senza distinzione di razza, sesso o ceto sociale. L’istinto primordiale di sopravvivenza e sopraffazione dell’uomo viene fuori in una situazione dove sarebbe difficile agire diversamente. L’uomo torna ad essere una bestia pronta a tutto pur di sopravvivere a scapito degli altri. Allora bisogna organizzarsi, trovare il modo di andare avanti lo stesso, trovare acqua, cibo, un posto in cui stare.

Saramago disegna un affresco verosimile che ci porterà a meditare molto a lungo sulla nostra umana situazione. Un libro denso, ricco di momenti emozionanti. Triste, disincantato, fatale. Leggerlo è davvero un’esperienza che segna, almeno per il sottoscritto è stato così. Non voglio aggiungere altro, anche perchè questo è un libro che va sicuramente letto per poterlo comprendere, non bastano le parole di uno qualsiasi che lo descrive, vi dico solo che ho, volutamente, omesso un dettaglio molto importante ai fini del libro ma che non voglio svelare perchè preferisco così e credo sia meglio non saperlo dal principio. Del resto io quando l’ho letto non lo sapevo, quindi vi metto nella mia stessa situazione. E poi ora vi ho incuriosito di più, vero? 🙂 Io mi fermo qui, se lo leggete, o lo avete già fatto, ditemi cosa ne pensate, sono davvero curioso di saperlo! Il mio consiglio credo sia scontato!

Un saluto

Il Cardellino (Donna Tartt)

Il-cardellinoHo letto questo ultimo romanzo di Donna Tartt ormai da un paio di mesi ma solo ora ho trovato il tempo di raccogliere le idee e mettere giù un mio pensiero a riguardo. Mi avevano regalato questo tomo di 900 pagine a Luglio, ma solo verso fine anno ho trovato il coraggio per iniziarlo! E con il senno di poi mi pento di non averlo letto prima, perchè si è rivelato uno dei più bei romanzi che abbia mai letto e soprattutto tra i top dell’anno appena trascorso. Vincitore del premio Pulizer 2014, Il Cardellino ha catturato la mia attenzione non solo per questo, ma anche dopo aver letto e sentito parecchi commenti positivi e recensioni direttamente sul web, su articoli o video di youtubers amanti della lettura come me.

E allora cos’è Il Cardellino? E’ la storia della vita di Theodor Decker, o meglio di parte della sua vita, dai 13 ai 22 anni circa; una vita travagliata, avventurosa, densa di avvenimenti, sia tragici, che surreali, che comici; attraverso gli Stati Uniti, da New York, dove è nato e vissuto fino ai 13 anni, a Las Vegas dove vivrà con il padre dopo la tragica morte della madre, al ritorno a New York, sulle tracce del suo passato, per cercare e ritrovare gli occhi che l’avevano fatto innamorare, per ritrovare l’uomo che l’ha “salvato” e gli ha insegnato la vita. Ma cosa ritroverà? In quale altra storia incredibile finirà per essere catapultato? Theo vive una vita ai limiti della legalità, anzi, spesso li oltrepassa, ma resta un personaggio che è impossibile detestare, anzi. I suoi sentimenti, il suo profondo, messi a nudo già dalle prima pagine, restano aperti alla portata dei nostri occhi per tutto il libro; possiamo in ogni momento vedere attraverso i suoi e sapere quello che Theo sta provando e vedendo. Il modo in cui la Tartt ci racconta questo personaggio è davvero indimenticabile. Così come Hobie, Boris, Pippa e tutti gli altri personaggi che a turno compaiono tra le pagine di questa incredibile storia e intersecano la loro esistenza con quella di Theo. Donna Tartt ne dipinge, come Fabritius fece con il suo Cardellino nel ‘600, un dipinto intenso e dettagliato, dove proprio il dipinto del maestro fiammingo ne da il titolo e insieme a Theo è parte integrante del racconto.

Non voglio nemmeno accennare a quello che accadrà, primo perchè non voglio fare nessuna anticipazione (spoiler), e secondo perchè non sarebbe significativo. Occorre leggere tutto e assimilare poco alla volta il senso di questa avventura, perchè di una grande avventura si tratta. Ammetto che mentre ne leggevo l’inizio (diciamo le prime 200 pagine), non capivo bene dove volesse andare a parare, e in certi punti l’ho trovato “lento”, ma credetemi che ne è valsa la pena! E’ come un motore diesel, che parte con uno scoppio, poi si adagia e piano piano riprende fino ad un finale roboante e travolgente. La vita di Theo Decker, che in 900 pagine imparerete ad amare e a considerare quasi come un vostro amico intimo, vi terrà incollati alla pagina e non ne potrete più fare a meno! E non spaventatevi dalla mole di questo tomo perchè scorre che è un piacere!

Uno dei più bei libri di narrativa contemporanea che abbia mai letto e sicuramente tra i migliori 5 dello scorso anno. Lo consiglio a chi ha la passione della lettura, chi in un buon libro cerca una storia avvincente ma commovente, a chi cerca l’amore ma anche l’avventura, a chi vuole una storia profonda ma spensierata. Qui c’è tragedia, amore, amicizia, ironia, psicologia, violenza. Qui c’è tutto, c’è la vita. Bellissimo libro, ragazzi e ragazze leggetelo e non vi deluderà! E se lo avete letto fatemi sapere quello che ne pensate qui sotto nei commenti!

Alla prossima!

Norwegian Wood (Haruki Murakami)

Norwegian_Wood«Per quanto una situazione sia disperata, c’è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità.»

Benvenuti in Norwegian Wood, benvenuti in una storia di vita, di amore, di morte, benvenuti in una realtà davvero reale, una realtà comune, con storie comuni e sentimenti universali come l’amicizia, l’amore, il piacere, la solitudine, la depressione, l’angoscia e, appunto, la morte.

Ho iniziato a leggere Murakami da qui, non avevo ancora letto nulla dell’autore ed ho voluto inziare da un’opera differente. Ho letto infatti in giro che questa è la sua opera più realista, in cui ha voluto distanziarsi dalle solite sue trame fantasiose e quasi fiabesche, per sbattere il muso sulla realtà. Fredda, nevosa e brutale realtà. Watanabe è il nostro uomo, il protagonista di questa storia. Naoko, Kizuki, Midori, Reiko, Nagasawa e Hatsumi i personaggi che gli ruotano intorno e che, nel bene e nel male, nella vita e nella morte, costituiscono il mondo di Watanabe.

Studente universitario di 19 anni alle prese con una vita sentimentale un po’ burrascosa, Watanabe ha come migliore amico Kizuki che a sua volta è fidanzato con Naoko. La storia comincia dalla fine, da un giorno di 17 anni dopo le vicende qui narrate, sempre viste da Watanabe. Non posso dire molto perchè gli avvenimenti sono tanti, densi e tutti cause che portano a degli effetti, e sapete ormai che non è il mio intento fare spoiler. Il viaggio interiore di Watanabe sarà turbato dalla presenza di due donne che entrambe, in maniera differente, lo attrarranno e lo sconvolgeranno. Un ragazzo tranquillo il quale mondo verrà stravolto più di una volta in pochi mesi e si troverà di fronte a problemi esistenziali più grandi di lui che lo porteranno a prendere delle decisioni, talvolta obbligate, e a vivere delle esperienze forti, fino all’ultima pagina. Saranno tanti i passaggi emozionanti che magari vi faranno tornare alla mente delle vostre esperienze passate, perchè in fondo questo Watanabe è un ragazzo come tanti che vive, soffre, piange, ride e soprattutto ama come tanti. Questo almeno è quanto ha dato a me la lettura di queste pagine. Una vita che potrebbe essere la vita di qualsiasi ragazzo di 19 anni oggi come vent’anni fa o tra cent’anni, chissà. Una vita vera, soprattutto vera. Non ci troverete falsi moralismi, non fanno parte di questa vita. Ma troverete invece tutte le indecisioni e le debolezze di un ragazzo di quell’età, coinvolto emotivamente in storie d’amore o solo di sesso, avventure di vita vissuta, assaggiata goccia dopo goccia e infine respirata sulla propria pelle.

Norwegian Wood è anche una canzone dei Beatles, ed il titolo di questo libro viene preso, come scoprirete, proprio da li. Non vi svelo altro. Fate voi. A me è piaciuto molto, la storia mi ha intrappolato e mi ha spesso portato a fare “il tifo” affinchè accadesse un’evento piuttosto che un altro. Se non conoscete l’autore come non lo conoscevo io, credo che questo sia senz’altro un ottimo modo di iniziare a leggere la sua opera. Fatemi sapere se invece già lo avete letto e che cosa ne pensate nei commenti qui sotto!

Un saluto e alla prossima!

1984 (George Orwell)

71FIv96YVWL._SL1500_Innanzitutto chiedo scusa se non mi sono fatto “sentire” per quasi un mese! E’ stato un mese pieno e non ho avuto molto tempo da dedicare al blog, ma non è stato un mese privo di letture, quindi a breve aggiornerò con altri articoli! Nel frattempo ecco la mia disquisizione su 1984.

Posso io fare una recensione di questo libro? Ma assolutamente no! Non mi permetterei mai di farlo. Prima di tutto per rispetto verso l’autore, e secondo perché non ne ho le competenze necessarie. Tuttavia l’ho letto e posso dire quali sono le mie personalissime impressioni su questo classico della letteratura distopica ma più in generale classico (moderno) della letteratura mondiale.

Inizio col dire che le mie aspettative erano altissime. Ho sentito parlare di questo libro da decine di persone, sia su internet che anche nella vita vera (anche mia sorella ultimamente l’ha incensato senza riserve), quindi beh, cosa potevo aspettarmi? Il top, uno dei migliori libri che avrei mai potuto leggere in vita mia. Ecco, forse ho sbagliato a partire in questo modo, perché il libro, seppur io l’abbia trovato di grandissimo livello, non mi ha pienamente convinto. Ripeto, non fraintendete le mie parole e non datemi del pazzo, ma ritengo ci sia qualcosa di “mancante”, non so, forse qualche tassello, o forse sono io che non sono riuscito a cogliere, tuttavia nel finale (di cui non posso parlare apertamente per non rovinare le altrui future letture), mi aspettavo differenti eventi. Forse questo è positivo perché significa che è un libro per niente scontato. Questo si, senz’altro lo è, ma… L’amaro in bocca mi è rimasto…

Poi vabbè, è scritto in maniera sublime da un maestro indiscusso, ci sono frasi magnifiche cesellate con una maestria e talvolta con una precisione quasi chirurgica. Una in particolare me la sono segnata, perché la trovo calzante con la realtà attuale, e la voglio riportare qui sul blog ed è questa:

“Noi siamo impegnati in un gioco che non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto”

Emblematica, significativa e tristemente vera. Nel libro come nella vita vera. Insomma, questa è solo una, poi ce ne sono davvero tante e in generale è scritto davvero molto bene. Ma questo non sono io a dovervelo dire!

Di cosa parla il libro? Beh, nel caso qualcuno non lo sapesse si tratta del libro da cui è nata l’idea del Grande Fratello (mi dispiaccio di parlare di queste cose sul mio blog, ma lo faccio solo in relazione a questo libro). In pratica in questo mondo distopico esistono solo 3 enormi nazioni che hanno inglobato tutte le altre nazioni del mondo; l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia. Il libro racconta delle vicende di Winston Smith e di Julia, due personaggi che vivono in Oceania e che sognano un mondo migliore, libero e aperto. E per questo lottano contro il Partito. Scoprirete già dalle prime pagine che si vive in un clima del tutto dittatoriale, dove le persone non sono libere di fare nulla e dove anzi vengono istruite per ricordare solo gli avvenimenti che interessano al Partito, cancellando in senso non metaforico tutto ciò che riporta notizie fuorvianti e comunque non in linea con l’attuale pensiero del Partito. Le persone sono controllate durante la vita pubblica, al lavoro ma anche nella vita privata, in casa, dove sono installati dei teleschermi che proiettano ma allo stesso tempo riprendono come fossero delle telecamere di sorveglianza. Insomma, un mondo poco carino in cui vivere!

Winston e Julia si conosceranno nel corso degli eventi e sogneranno la loro utopia. Non vi dico niente perché non vi voglio togliere nessun “colpo di scena”, ma vi assicuro che ce ne sono… Gli eventi si susseguono con ritmo incalzante, l’ansia e la cupezza che deriva dalle descrizioni di questo mondo sono sempre più soffocanti, pagina dopo pagina. Vi accorgerete voi stessi di quanto sia deviato e malsano il governo che “guida” la nazione. Vi ritroverete immersi in una realtà fumosa e illusoria dove chi comanda fa vedere solo quello che vuole e cancella dalle menti e dalla storia tutto ciò che potrebbe nuocerle.

Vabbè, come ho detto in apertura non mi posso permettere di recensire questo libro, è troppo al di sopra delle mie possibilità. Ho solo voluto dare un’idea di quello che parla a chi non dovesse ancora saperlo. Un libro, secondo il mio piccolo e modesto punto di vista, da 4 stelle su 5, perchè, almeno a me, ha lasciato un po’ di amaro in bocca… Ma a giudicare da quello che sento in giro io faccio parte della minoranza, infatti sono molte di più le persone che hanno amato incondizionatamente tutto il libro dandogli 5 stelle su 5! Il mondo è bello perchè è vario 😀

In ogni caso è un libro da leggere, ve lo consiglio caldamente. Sia che amiate storie di questo tipo sia che non ne abbiate mai lette, leggendo 1984 leggerete un pezzo della storia che diventa ogni anno più importante e sempre più ispiratore di altre nuove letterature.

Qualcuno con cui correre (David Grossman)

correreQuesto è stato il primo libro che ho letto di David Grossman, anche se ho già recuperato Che tu sia per me il coltello dopo innumerevoli segnalazioni positive e consigli, e devo dire che mi è davvero piaciuto molto. La storia è avvincente e drammatica, anche se l’ingenuità e la “purezza” di uno dei protagonisti, Assaf, ci regala anche dei momenti divertenti.

Si parla di una ragazza, Tamar, sulle tracce del fratello tossicodipendente ormai lontano e introvabile da mesi e la sua battaglia per ritrovarlo e riportarlo a casa salvo. In realtà la cosa è più difficile del previsto perché Shay, così si chiama il fratello, è tenuto quasi in “ostaggio” dall’organizzazione artistica per la quale si esibisce per le città di Israele, una sorta di mafia degli artisti da strada, gente che ha perso ogni speranza e vive alla giornata soddisfatta di poter esprimersi con la propria arte in cambio di quattro soldi e un piatto di minestra. La storia è narrata parallelamente sulle vicende di Tamar appunto e di Assaf, il ragazzo che, cercando di ritrovare il padrone di un cane randagio di nome Dinka recuperato dal canile. Assaf si imbatterà e verrà risucchiato in questa storia suo malgrado, infatti il cane è di Tamar, e proprio il cane lo condurrà per le strade di Gerusalemme a partire dai luoghi a lui noti fino a fiutarne di altri, sempre di corsa, prima per trovare Tamar e poi per scappare dagli inseguitori.

Capiteranno mille cose, si incontreranno personaggi e luoghi di ogni genere. Verranno mostrate le diverse facce di una stessa medaglia, quelle “pulite” di Assaf, ragazzo esemplare, di buona famiglia, frequentatore di luoghi “per bene”, studente capace e piuttosto imbranato con le ragazze, e quelle invece più “sporche” e torbide di Tamar, con una famiglia sfasciata dalle vicende del fratello, disperata e capace di tutto pur di riaverlo vicino. Un rapporto fratello-sorella profondo e drammatico, una storia che mi ha davvero toccato fino all’ultima riga.

Le figure di Assaf e Tamar sono due figure bellissime, profonde, simbolo della loro età di giovani ragazzi nati e cresciuti a Gerusalemme, con le loro debolezze, le loro certezze, gli amici, le storie d’amore, le famiglie. Imparerete a conoscerli attraverso i loro pensieri e le riflessioni che di frequente faranno durante questa corsa parallela, una corsa per mano ma a distanza. Ho amato davvero questi personaggi, entrambi allo stesso modo, entrambi per un diverso perché e sono certo li amerete anche voi!

Dalla quarta di copertina avevo intuito che Assaf e Tamar si incontravano subito, fin dall’inizio, invece non è così. I due si incontreranno proprio sul finale del libro e questo “cammino parallelo” per tutto il romanzo, rende sempre avvincente e intrigante ogni capitolo… Naturalmente non voglio dire altro, non mi piace fare spoiler, ho già detto abbastanza! Ma credetemi che di cose ne capitano tantissime e la storia non potrà che coinvolgervi! Hanno fatto anche un film che io non ho visto (infatti il libro ha già qualche anno), ma che recupererò a breve perché sono curioso di vedere come sono state trasposte alcune cose su pellicola. In definitiva si tratta di una bella storia, con dei personaggi ben caratterizzati che si amalgamano perfettamente tra di loro. David Grossman è entrato così nella mia vita da lettore e sicuramente mi darà altre soddisfazioni in futuro… Ne sono certo 🙂

L’avete letto? Che ne pensate? Avete visto anche il film?

Madre notte (Kurt Vonnegut)

madrenotteE’ il primo libro di Kurt Vonnegut che leggo e sono rimasto davvero piacevolmente soddisfatto di averlo fatto! A parte Mattatoio n. 5, che ho ordinato e mi deve arrivare, non conoscevo questo autore nemmeno per “sentito dire”. L’ho “incontrato” tra le pagine di Lo strano mondo di Alex Woods e ho deciso di approfondire. Sono andato alla mia libreria di fiducia cercando appunto Mattatoio n. 5 ma non l’avevano. Avevano solo questo titolo in duplice copia tra l’altro. E quindi, volendo leggere Vonnegut il prima possibile, l’ho acquistato (tra l’altro con il 25% di sconto della campagna di Luglio!)

Bene, questo è un romanzo che parla di una ex-spia degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, infiltrato tra i tedeschi e considerato uno dei più grandi ispiratori delle gesta naziste. Proclamatore di discorsi sulla “razza pura” su stazioni radio a onde corte, in realtà trasmette dei messaggi cifrati per dare informazioni agli Stati Uniti. La sua storia inizia dalla fine, da una prigione Israeliana da dove deve essere processato per i suoi crimini di guerra (presunti o no, questo lo scoprirete leggendo il libro!).

Sarà una storia raccontata in maniera agrodolce, con pathos drammatico e stoccate brillanti; sempre con un linguaggio sopraffino, metafore elaborate e un modo “spigliato” e diretto. Verrà raccontata la “verità” (benché in questo libro sia sempre messa in discussione) di Howard W. Campbell, il protagonista appunto, la sua storia dall’inizio, la storia della sula famiglia, dell’arrivo in Germania prima della seconda guerra mondiale, di sua moglie e della famiglia di lei. Verranno esaminati momenti, episodi, frasi, azioni. La vita di Campbell verrà messa in discussione, tutta, dall’inizio fino alla fine, fino alla prigione Israeliana. Ma non pensate sia un romanzo “di guerra” nell’accezione più comune del termine. E’ un romanzo del dopo-guerra inteso come uno stato mentale. Del dopo-catastrofe, del dopo. Il dopo psicologico di chi ha combattuto, non importa da quale parte della barricata, e di quella guerra porta cicatrici non necessariamente sulla pelle. Chi ha fatto cosa? Chi era nel giusto? Ma era giusto agire così? Oppure agendo in un modo che sembrava giusto in realtà si causava danno immane? Kurt Vonnegut mette a nudo la mente di Campbell, la sua ascesa e la sua rovina, il sogno di una vita ritrovata e poi… E poi non posso dirvi altro perché altrimenti ve lo racconto! 🙂

Insomma, dovete comprarlo! Se non conoscete l’autore come il sottoscritto quando l’ha acquistato beh, l’ho fatto io, lo potete fare anche voi! Io l’ho trovato molto bello, anche se al momento non ho il metro di paragone con il più acclamato Mattatoio n. 5, ma vi dirò senz’altro a breve!

Lo strano mondo di Alex Woods (Gavin Extence)

lostranomondosialexwoodsUn giorno, girovagando in rete tra i vari siti Mondadori, Feltrinelli, Amazon e co, mi sono imbattuto in questo titolo, che mi ha subito colpito. Anche la copertina mi ha subito colpito. Ho cliccato, letto la trama e aggiunto in wishlist. Si, decisamente interessante!
Esattamente il giorno dopo, alla libreria Giunti che c’è al centro commerciale che frequento per le spese di casa, sullo scaffale delle offerte e promozioni c’era proprio lui, Lo strano mondo di Alex Woods, e per di più scontato del 25%! Beh, insomma, se non è destino questo! Preso 😀

Non l’ho letto subito, l’ho messo in libreria in mezzo alle decine e decine di libri già li in attesa di lettura, ma un bel giorno mi ha di nuovo attirato come quella volta su internet e quindi via, ho deciso di mettermi a leggerlo. Bene, voglio che sappiate fin da subito che metto questo libro già nella mia top ten di quest’anno. Uno dei libri più belli che abbia letto non solo negli ultimi tempi ma proprio in generale. Una storia commovente e ironica allo stesso tempo, un connubio di emozioni e sensazioni diverse che coesistono perfettamente in un nucleo pronto ad esplodere da un momento all’altro, proteso verso un finale “ovvio” ma non nel senso di “banale”, bensì nel senso che ne trae in questa storia; ovvero il finale “giusto”. Ma a parte le mie folli elucubrazioni mentali, vi accenno alla trama così come è scritto in quarta di copertina, aggiungendo qualche altro dettaglio (ma senza spoilerare niente, non temete!)

Questa la trama dalla quarta di copertina:

⟪Per Alex Woods la notte è un momento magico, l’unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l’universo è l’unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è una lettrice di tarocchi che l’ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall’ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l’arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell’universo e intraprendere il più strambo dei viaggi per aiutarlo…⟫

Ok, queste sono le poche righe che mi hanno così colpito. In realtà nel libro c’è molto di più, e anzi alcune cose dette qui sono in realtà marginali, come il fatto dell’enumerazione dei nomi delle costellazioni, o i presunti “pestaggi” dei bulli… No, non è così brutale la cosa, Alex non viene pestato, o perlomeno non ci viene detto nel libro. Viene però perseguitato, sbeffeggiato da un trio di bulli in particolare che, essendo lui palesemente “diverso”, non lo lascia in pace un attimo e non perde occasione per fargli pesare la cosa. Alex però è intelligente, molto intelligente per la sua età, e soprattutto maturo, e questo lo aiuterà in futuro e soprattutto gli darà la possibilità di diventare amico del signor Peterson, secondo grande protagonista di questo libro e senza la cui presenza il tutto non avrebbe senso. Infatti la storia si focalizza proprio sul rapporto tra Alex e il signor Peterson. Quest’ultimo dapprima burbero e scontroso (anche perché l’evidenza è che Alex gli ha distrutto la serra!), diventerà piano piano più “morbido” e avvicinabile e tra i due nascerà una vera amicizia. Il signor Peterson non va tanto per il sottile quando deve parlare ad Alex o dargli una lezione di vita e non risparmia termini volgari e parolacce che stridono con il vocabolario del ragazzo, creando un contrasto nella scrittura “coloritamente” ben assortito. Leggere questo libro è davvero un piacere, le cose che capitano sono spesso divertenti, sicuramente coinvolgenti. Talvolta però decisamente serie o drammatiche. Si scoprirà il motivo per il quale Alex soffre di attacchi epilettici dall’età di 10 anni, e soprattutto si capirà qual’è questa malattia del signor Peterson citata nella trama, che porterà inevitabilmente la storia ad uno svolgimento del tutto inaspettato ma egualmente geniale e pieno di significato. Il tutto sempre con sullo sfondo citazioni e titoli di tutti i libri di Kurt Vonnegut, scrittore in assoluto preferito del signor Peterson il quale lo farà conoscere ed apprezzare anche ad Alex, che nel corso della storia creerà anche un gruppo di lettura molto particolare… Ma non vi voglio dire altro!

La storia è piena di episodi e come ho detto vi strapperà più di una risata (e forse chissà, magari anche qualche lacrima)… Il signor Peterson è davvero un personaggio di cui godere dall’inizio alla fine anche se, ovviamente, il vero protagonista è Alex. Le vicende si svolgono nell’arco di 7 anni, infatti Alex alla fine del libro avrà 17 anni. Altro non vi voglio proprio dire! Solo un consiglio: se vi ho un po’ incuriosito, se vi piace il titolo, la trama, la copertina, che ne so, qualsiasi cosa, non pensateci troppo, leggete questo libro e vedrete che non ve ne pentirete! Se invece lo avete già letto e volete commentare qui sotto fate pure! Ah, ultimissima cosa: Gavin Extence è uno scrittore inglese classe 1982, all’esordio con questo romanzo. Quindi beh, un’altra nota più che positiva direi! E speriamo che scriva altri libri di questa intensità!